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ALLA RICERCA DELLA GRECIA

23.05.2015 18:00

“Alla ricerca della Grecia” nasce sia dal percorso improvvisato di due turisti con la reflex e dalle molteplici sensazioni nate in di un viaggio quanto mai breve. I giorni trascorsi a riguardare le immagini scattate col tempo mi hanno convinto che in quei luoghi avevo ritrovato pezzi unici della mia Sicilia. Tasselli che avrebbero combaciato perfettamente con i pezzi di Grecia ritrovati qualche settimana dopo nella mia terra, e che tenevo nascosti nei miei ricordi d’infanzia. I luoghi dell’antico Ginnasio di Rodi, ormai scomparso e descritto dai testi come la Scuola dove Aristotele e Cicerone andavano a perfezionarsi, o l’acropoli ateniese, ridotto ad un accumulo di macerie dalle ruberie dell’ Europa , o la prigione dove Socrate era stato rinchiuso ingiustamente o i marciapiedi peripatetici erano come gli episodi raccontati da mia nonna sulla saggezza o sull’ironia e la fierezza di parenti ed eroi ormai scomparsi. Questi “racconti” parlano di bellezza infinita ma anche di rapina, violenza ed invidia. Il Partenone, senza le statue di Fidia, è come una splendida e giovane fanciulla lasciata sul ciglio di una strada nuda dopo una violenza. Perché ci si renda conto del suo vero splendore, occorre usare la fantasia per coprirla con le sue vesti e proteggerla con affetto come si dovrebbe fare con un opera d’arte. E fa rabbia sapere che anche noi italiani abbiamo bombardato l’acropoli e distrutto una parte del tetto del tempio. La Grecia però non è solo la malinconia dei suoi monumenti antichi, ma anche l’allegria ed i colori dei suoi mercati e delle sue piazze dove oriente ed occidente si abbracciano con profumi di spezie ed oggetti con forme da mille ed una notte. E’ una civiltà cullata da spiagge che con il colore del mare deve aver ispirato ed affascinato generazioni di turisti, partendo dalla notte dei tempi.

La Grecia, come la Sicilia, è una fanciulla bellissima ed allo stesso tempo una avvenente madre, da proteggere con la nostra cultura da tutto e da tutti.